Nato ad Atlanta il 15 gennaio 1929 e morto a Memphis il 4 aprile 1968.

Pastore della Chiesa Battista è stato leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani negli anni della segregazione razziale e attivista per la pace e la non-violenza. Sposato con Coretta Scott, anche lei attivista, ebbe quattro figli.

Oratore dotato di grande carisma, fu difensore dei poveri e degli emarginati. La sua filosofia attingeva ai principi e agli insegnamenti del Vangelo.

La sua metodologia della protesta contro la discriminazione razziale si rifaceva alla resistenza non violenta teorizzata da Gandhi. Per organizzare le varie anime del movimento per i diritti civili fondò la “Southern Christian Leadership Conference”.

Per le sue azioni di disobbedienza civile subì il carcere: nel 1963 durante la detenzione scrisse la famosa “Lettera dalla prigione di Birmingham”, dove cita sant’Agostino e san Tommaso d’Aquino per affermare la necessità dell’obiezione di coscienza davanti a leggi ritenute ingiuste:

 “Abbiamo anche la responsabilità morale di disobbedire alle leggi ingiuste: io concordo con sant’Agostino che ritiene che ‘una legge ingiusta non è una legge’.
Ora qual è la differenza tra le une e le altre? Come si fa stabilire se una legge sia giusta o ingiusta?
La legge giusta è un codice composto dall’uomo che corrisponde alla legge mortale o alla legge di Dio. Una legge ingiusta è un codice in disarmonia con la legge morale. Per usare il linguaggio di san Tommaso d’Aquino: una legge ingiusta è una legge umana che non è radicata nella legge eterna e naturale. Una legge che eleva la personalità umana è giusta, una legge che degrada la personalità umana è ingiusta.”

Il 28 agosto del 1963, durante la presidenza di John Kennedy, promosse una marcia su Washington. Il suo discorso “I have a dream” pronunciato in quell’occasione, è diventato celebre in tutto il mondo. Così diceva:

“…Non lasciamoci sprofondare nella valle della disperazione… Io ho un sogno, che un giorno lo stato del Mississipi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e di giustizia…
Io ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle ma per la qualità del loro carattere. Io ho un sogno oggi!…”

Nel 1964 ricevette il Premio Nobel per la pace.

Martin Luther King si oppose strenuamente alla guerra in Vietnam. Il 4 aprile 1967 pronunciò un discorso memorabile: “Oltre il Vietnam, è tempo di rompere il silenzio”, nel quale il pastore descriveva gli effetti deleteri della guerra sui poveri d’America. Ma i suoi interventi contro il conflitto nel Vietnam furono spesso criticati e osteggiati.

Martin Luther King morì il 4 aprile 1968, assassinato con un colpo di fucile a Memphis.

Il suo pensiero e i suoi scritti hanno influenzato l’immaginario collettivo e il mondo della cultura popolare a partire dalla musica.

Anche papa Francesco lo ha citato più volte nei suoi discorsi.

In suo onore negli Stati Uniti è stato istituito il Martin Luther King Day, che si celebra ogni terzo lunedì di gennaio.