Dorothy Day

Nata l’8 novembre 1897 a New York – morta il 29 novembre 1980 a New York.

La sua memoria era finita relegata agli ambienti pacifisti e sociali statunitensi, quasi dimenticata dal resto del cattolicesimo. Eppure la sua è una storia un po’ speciale, fatta di radicalismo e di fede, di anticonformismo e di amore.

Trascorse gran parte dell’infanzia a Chicago. Lì studiò per due anni presso l’Università dell’Illinois Urbana Champaign, prima di tornare a New York con la famiglia nel 1916.

Figlia di un giornalista sportivo, lavorò per molti giornali di sinistra e si impegnò attivamente nei movimenti socialisti, e anarchici.

Nel novembre del 1917 fu arrestata perché era tra le quaranta donne riunitesi davanti alla Casa Bianca per protestare contro l’esclusione delle donne dal diritto di voto e fece per un breve periodo l’esperienza del carcere.

Ebbe una vita affettiva un po’ complicata: si innamorò, restò incinta e, abbandonata dal compagno, abortì. Al trauma che ne conseguì, reagì sposando frettolosamente un uomo ricco, più anziano di lei. Il matrimonio si sciolse dopo un anno. Sembrò trovare una relazione stabile con Forster Batterham, un botanico, dal quale imparò l’amore per la natura.

Ebbero una figlia, Tamara Teresa, ma si separarono per motivi religiosi. Forster reagì infatti con estrema durezza al battesimo della bambina e alla conversione che Dorothy maturò in quegli anni, spinta da un senso di riconoscenza verso Dio. Dorothy diceva:

“ Nessuna creatura umana può ricevere o contenere un’alluvione così forte di amore e di gioia come quella che io ho provato spesso dopo la nascita di mia figlia; è venuto da lì il bisogno di lodare, di adorare”.

Da quel momento Dorothy si sentì immersa in una solitudine profonda, presto però colmata dal suo donarsi agli altri, soprattutto ai senza lavoro e senza casa, a tutti quei poveri che la crisi economica del 1929 produsse in gran numero.

Nel 1933, nel pieno della grande depressione, Dorothy Day diede vita a una rivista e a un movimento laicale aperto a tutti, il Catholic Worker Movement, finalizzato alla costruzione di una nuova società. E pochi mesi dopo l’uscita del primo numero del giornale Catholic Worker, aprì la prima di molte case di ospitalità, che accoglievano coloro che non avevano dove andare a dormire.

Al cuore dello stile di vita del Catholic Worker Movement c’erano le opere di misericordia: dar da mangiare a chi ha fame, vestire chi è nudo, dare rifugio a chi è senza casa, aver cura di chi è malato, far visita a chi è in prigione.

Dorothy era alla costante ricerca di uno stile di vita in cui nulla fosse di ostacolo al salvare esistenze. Questo la portò ad opporsi alla partecipazione alla guerra. Diceva:

Lo vediamo, le opere di misericordia si contrappongono alle opere della guerra. Le opere di misericordia ci chiedono di nutrire chi è affamato, invece la guerra crea fame. Ci viene chiesto di vestire chi è nudo, la guerra invece brucia la pelle dei corpi della gente. Ci viene chiesto di accogliere chi è senza casa, invece la guerra crea milioni di rifugiati. Ci viene chiesto di prenderci cura di chi è malato, invece in guerra perfino la malattia è un’arma. Ci viene chiesto di far visita a chi è in prigione, la guerra crea invece migliaia di prigionieri. Preferiamo essere in prigione con il nostro Signore che ucciderlo su un campo di battaglia.”

In questa strenua opposizione alla guerra Dorothy trovò una profonda sintonia e una fattiva collaborazione nel monaco Thomas Merton, che scrisse proprio per il Catholic Worker una serie di riflessioni sulla pace che costituirono poi il volume “La pace nell’era postcristiana”.

Dorothy Day fu una donna politica nel senso che comprese come il vangelo abbia a che fare con la vita nella sua interezza, non solo con il modo in cui viviamo le celebrazioni domenicali, ma con il modo in cui viviamo insieme ogni giorno della nostra esistenza. Le sue lotte principali furono a favore della giustizia e della pace.

Quando morì, il 29 novembre 1980, fu ricordata sulla prima pagina di tutti i giornali americani.

2018-11-27T13:42:33+00:00novembre 29th, 2018|Testimoni (vedi tutti) >|