Nato a Lucca il 30 novembre 1912, e morto a Lucca il 13 luglio 2015.

Arturo Paoli è stato un teologo, presbitero, religioso e missionario italiano.

La sua fu una spiritualità incarnata, mai disgiunta dall’azione e dalla testimonianza, che ha attraversato tutte le vicende politico- ecclesiali del ‘900.

Le sue furono scelte profetiche.

Prete antifascista, assistente nazionale dell’Azione Cattolica, ne esce insieme a Carlo Carretto nel 1954 in polemica con la linea conservatrice di Luigi Gedda.

Fu a fianco degli emigranti che si imbarcavano per l’Argentina.

Poi sposò la spiritualità di Charles de Foucauld e chiese di entrare nei Piccoli Fratelli del Vangelo.

Visse il periodo del noviziato a El Abiodh in Algeria, dove ritrovò l’amico Carlo Carretto.

Nel 1957 rientrò in Italia, a Bindua , in Sardegna, dove avviò una fraternità.

Il suo impegno a fianco dei lavoratori della miniera di piombo e zinco a Monte Agruxau e il suo passato in Azione Cattolica non era visto di buon occhio dalle gerarchie ecclesiastiche.

Fratel Arturo partì allora di nuovo alla volta dell’America Latina. Prima in Argentina a Fortin Olmos, tra i boscaioli che lavoravano per una compagnia inglese di legname.

Poi nel 1969 venne scelto come superiore regionale della comunità latino-americana dei Piccoli Fratelli. Si trasferì vicino a Buenos Aires.

Qui nel clima di rinnovamento teologico e pastorale postconciliare, cominciò a scrivere, avvicinandosi anche dal punto di vista teorico alla nascente Teologia della Liberazione.

Nel 1971 si trasferì a Suriyaco, una zona poverissima, dove Arturo divenne amico del vescovo Enrique Angelelli, la voce più profetica della chiesa argentina negli anni della dittatura militare.

Nel 1974, poco dopo il colpo di stato guidato da Pinochet, il nome di Paoli comparse sui muri di Santiago del Cile al secondo posto di una lista di proscrizione di persone da eliminare da parte di chiunque le avesse incontrate. Arturo in quel momento si trovava in Venezuela; avvertito da amici di non tornare in Argentina perché ricercato anche lì, si trasferì prima a Monte Carmelo poi alla periferia di Caracas.

Dal Venezuela si spostava di tanto in tanto in Columbia, Brasile, Messico.

Agli inizi degli anni ottanta visitò anche il Nicaragua sostenendo apertamente la rivoluzione sandinista. Poi nel 1983 decise di stabilirsi in Brasile a contatto con le realtà drammatiche delle donne costrette alla prostituzione. Lì organizzò un’associazione per promuovere progetti di sviluppo.

Dal 2006 tornò a vivere in Italia sulle colline di Lucca a Martino di Vignale, dove è morto a 102 anni!

E’ stato proclamato dallo Stato d’ Israele “Giusto fra le Nazioni” per il suo impegno a difesa degli ebrei durante la seconda guerra mondiale.

“Stabile come una quercia, in movimento perenne come un passero, mistico di razza” (così lo definisce Paolo Farinella)

“Vorrei dire a tutti coloro che mi ricordano che non dimentichino mai che il nostro luogo di nascita si professa cristiano- cattolico, ma presentemente noi facciamo parte di un sistema politico il più antievangelico immaginabile.” (dal Testamento Spirituale)