Scarica il Documento per la Tappa Continentale (DTP): Documento-Tappa-Continentale-ott 2022

 

1. Il Sinodo va avanti: possiamo affermarlo con entusiasmo a un anno dalla sua apertura. Lungo questa prima parte della fase consultiva, milioni di persone in tutto il mondo sono state coinvolte dalle attività del Sinodo: chi partecipando agli incontri a livello locale, chi collaborando all’animazione e al coordinamento delle attività ai diversi livelli, chi mettendo a disposizione il sostegno della propria preghiera. «Esprimiamo anche la nostra gratitudine alle religiose di vita contemplativa, che hanno accompagnato il loro popolo con la preghiera e continuano a pregare per i frutti del Sinodo» (CE Perù). Sono tutte queste persone che hanno partecipato le vere protagoniste del Sinodo!

2. Si sono messe in movimento spinte dal desiderio di aiutare a trovare la risposta all’interrogativo di fondo che guida l’intero processo: «Come si realizza oggi, a diversi livelli (da quello locale a quello universale), quel “camminare insieme” che permette alla Chiesa di annunciare il Vangelo, conformemente alla missione che le è stata affidata? E quali passi lo Spirito ci invita a compiere per crescere come Chiesa sinodale?» (Documento Preparatorio, n. 2).

3. Lungo il cammino hanno sperimentato la gioia di incontrarsi come fratelli e sorelle in Cristo, condividendo quanto l’ascolto della Parola faceva risuonare dentro di loro e interrogandosi sul futuro della Chiesa sulla base degli stimoli del Documento Preparatorio (DP). Questo ha nutrito in loro il desiderio di una Chiesa sempre più sinodale: la sinodalità ha smesso per loro di essere un concetto astratto e ha preso il volto di una esperienza concreta; ne hanno assaporato il gusto e vogliono continuare a farlo: «“Attraverso questo processo abbiamo scoperto che la sinodalità è un modo di essere Chiesa; anzi, il modo”. “Lo Spirito Santo ci sta chiedendo di essere più sinodali”» (CE Inghilterra e Galles).

4. La loro esperienza si è tradotta in parola, nei contributi che le diverse comunità e gruppi hanno inviato alle Diocesi, che le hanno sintetizzate e trasmesse alle Conferenze Episcopali. A loro volta, a partire dalla traccia contenuta nel DP, queste hanno redatto una sintesi che è stata inviata alla Segreteria Generale del Sinodo.

5. A livello globale la partecipazione è stata superiore a ogni aspettativa. Complessivamente alla Segreteria del Sinodo sono pervenute le sintesi di 112 su 114 Conferenze episcopali e di tutte le 15 Chiese orientali cattoliche, a cui si aggiungono le riflessioni di 17 su 23 dicasteri della Curia Romana, oltre a quelle dei superiori religiosi (USG/UISG), degli istituti di vita consacrata e società di vita apostolica, di associazioni e movimenti di fedeli laici. Inoltre sono arrivati più di mille contributi di singoli e di gruppi, e gli spunti raccolti attraverso i social media grazie all’iniziativa del “Sinodo digitale”. Questi materiali sono stati distribuiti a un gruppo di esperti: uomini e donne, vescovi, sacerdoti, consacrate e consacrati, laici e laiche, provenienti da tutti i continenti e con competenze disciplinari assai diversificate. Dopo averli letti, questi esperti si sono riuniti per quasi due settimane insieme al gruppo di redazione, composto dal Relatore Generale, dal Segretario Generale del Sinodo, dai Sottosegretari e da alcuni officiali della Segreteria del Sinodo, più i membri del Comitato di coordinamento, a cui si sono infine aggiunti i membri del Consiglio. Insieme hanno lavorato in un clima di preghiera e discernimento per condividere i frutti della loro lettura in vista della stesura di questo Documento per la Tappa Continentale (DTC).

6. Le citazioni che lo punteggiano provano a dare una idea della ricchezza dei materiali ricevuti, lasciando risuonare la voce del Popolo di Dio di ogni parte del mondo. Non vanno interpretate come un sostegno alle posizioni di una determinata area del globo, né come una semplice rappresentazione della varietà geografica, anche se si è cercato di garantire un certo equilibrio in termini di provenienza delle fonti. Quelle citazioni, piuttosto, sono state scelte perché esprimono in modo particolarmente potente, felice o preciso un modo di sentire che ricorre in molte sintesi. Tuttavia, è chiaro che nessun documento potrebbe condensare la profondità della fede, la vitalità della speranza e l’energia della carità che traboccano dai contributi ricevuti. Dietro di loro si intravede la potenza e la ricchezza dell’esperienza che le diverse Chiese hanno compiuto, mettendosi in cammino e aprendosi alla diversità delle voci che hanno preso la parola. È permettere questo incontro e questo dialogo il senso del processo sinodale, il cui scopo non è produrre documenti, ma aprire orizzonti di speranza per il compimento della missione della Chiesa.

7. È all’interno di questo cammino, tutt’altro che concluso, che questo DTC si colloca e trova il suo senso. In vista della Tappa Continentale del processo sinodale, esso raccoglie attorno ad alcuni nuclei le speranze e le preoccupazioni del Popolo di Dio sparso su tutta la terra. In questo modo offre alle Chiese locali l’opportunità di ascoltare la voce l’una dell’altra, in vista delle Assemblee Continentali del 2023, a cui spetta il compito di stilare un elenco di priorità, su cui opererà il proprio discernimento la Prima Sessione della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che si svolgerà dal 4 al 29 ottobre 2023.

8. Chiarirne la funzione consente anche di mettere a fuoco che cosa il DTC non è: non si tratta di un documento conclusivo, perché il processo è ben lontano dall’essere terminato; non è un documento del Magistero della Chiesa, né il report di una indagine sociologica; non offre la formulazione di indicazioni operative, di traguardi e obiettivi, né la compiuta elaborazione di una visione teologica, pur essendo carico del tesoro squisitamente teologico contenuto nel racconto dell’esperienza di ascolto della voce dello Spirito da parte del Popolo di Dio, consentendo di far emergere il suo sensus fidei. Ma si tratta di un documento teologico anche nel senso che è orientato al servizio della missione della Chiesa: annunciare Cristo morto e risorto per la salvezza del mondo.

9. Per evitare equivoci nella sua lettura è fondamentale tenere presente la natura peculiare del DTC, oltre che la sua struttura. Il Documento si apre con un capitolo che offre non una semplice cronaca, ma una narrazione alla luce della fede dell’esperienza di sinodalità vissuta fin qui, con la consultazione del Popolo di Dio nelle Chiese locali e il discernimento dei Pastori nelle Conferenze episcopali: ne traccia un profilo, presenta le difficoltà incontrate e i frutti più significativi raccolti, identificando i capisaldi di quella che costituisce una autentica esperienza collettiva della fede cristiana. In questo modo non fornisce una definizione di sinodalità in senso stretto – per questo è possibile fare riferimento al DP o ai materiali indicati sul sito del Sinodo (www.synod.va) –, ma esprime il senso condiviso dell’esperienza di sinodalità vissuta da coloro che vi hanno preso parte. Ne emerge una profonda riappropriazione della comune dignità di tutti i battezzati, autentico pilastro di una Chiesa sinodale e fondamento teologico di quella unità capace di resistere alla spinta all’omogeneizzazione per continuare a valorizzare la diversità di vocazioni e carismi che lo Spirito con abbondanza imprevedibile riversa sui fedeli.

10. Il secondo capitolo presenta una icona biblica – l’immagine della tenda con cui si apre il cap. 54 del libro di Isaia – che offre una chiave per una interpretazione dei contenuti del DTC alla luce della Parola, inserendoli nell’arco di una promessa di Dio che diventa una vocazione per il suo Popolo e la sua Chiesa: «Allarga lo spazio della tua tenda!».

11. Questa tenda è uno spazio di comunione, un luogo di partecipazione e una base per la missione: tocca al terzo capitolo articolare le parole chiave del processo sinodale con i frutti dell’ascolto del Popolo di Dio. Lo fa raccogliendoli intorno a cinque tensioni generative che si intrecciano le une con le altre:

1) l’ascolto come apertura all’accoglienza a partire da un desiderio di inclusione radicale – nessuno escluso! – , da intendersi in una prospettiva di comunione con le sorelle e i fratelli e con il Padre comune. L’ascolto appare qui non come una azione strumentale, ma come l’assunzione dell’atteggiamento di fondo di un Dio che ascolta il suo popolo, e la sequela di un Signore che i Vangeli ci presentano costantemente in ascolto delle persone che gli si fanno incontro lungo le strade della Terra Santa; in questo senso l’ascolto è già missione e annuncio;
2) la spinta all’uscita verso la missione. Si tratta di una missione che i cattolici riconoscono di dover portare avanti con i fratelli e le sorelle di altre confessioni e in dialogo con i credenti di altre religioni, trasformando le azioni umane di cura in esperienze autenticamente spirituali che annunciano il volto di un Dio che si prende cura fino a dare la propria vita perché noi l’abbiamo in abbondanza;
3) l’impegno di portare avanti la missione esige di assumere uno stile basato sulla partecipazione, che corrisponde alla compiuta assunzione della corresponsabilità di tutti i battezzati per l’unica missione della Chiesa derivante dalla comune dignità battesimale;
4) la costruzione di possibilità concrete di vivere comunione, partecipazione e missione attraverso strutture e istituzioni abitate da persone adeguatamente formate e sostenute da una viva spiritualità;
5) la liturgia, in particolare quella eucaristica, fonte e culmine della vita cristiana, che riunisce la comunità, rendendo tangibile la comunione, consente l’esercizio della partecipazione e nutre con la Parola e i Sacramenti lo slancio verso la missione.

12. Infine, il quarto capitolo getta uno sguardo al futuro ricorrendo a due registri, entrambi indispensabili per procedere lungo il cammino: quello spirituale che prospetta l’orizzonte della conversione missionaria sinodale, e quello della metodologia per i prossimi passi della Tappa Continentale.

13. Il DTC sarà comprensibile e utile solo se sarà letto con gli occhi del discepolo, che lo riconosce come la testimonianza di un percorso di conversione verso una Chiesa sinodale che impara dall’ascolto come rinnovare la propria missione evangelizzatrice alla luce dei segni dei tempi, per continuare a offrire all’umanità un modo di essere e di vivere in cui tutti possano sentirsi inclusi e protagonisti. Lungo questo cammino, lampada ai nostri passi è la Parola di Dio, che offre la luce con cui rileggere, interpretare ed esprimere l’esperienza che si è vissuta.

14. Insieme preghiamo:
Signore, hai riunito tutto il tuo Popolo in Sinodo.
Ti rendiamo grazie per la gioia sperimentata da coloro che hanno deciso di mettersi in cammino in ascolto di Dio
e dei loro fratelli e sorelle durante quest’anno, con un atteggiamento di accoglienza, umiltà, ospitalità e fratellanza.
Aiutaci a entrare in queste pagine come su “suolo santo”.
Vieni Spirito Santo: sii tu la guida del nostro cammino insieme!