«Laudato si’, mi’ Signore», cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba».

Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c’è la nostra oppressa e devastata terra, che «geme e soffre le doglie del parto» (Rm 8,22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr Gen 2,7). Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora. (Papa Francesco, Laudato si’- n. 1 e 2).

In occasione della “Giornata della Terra[1] proponiamo un approfondimento sul tema del “deficit” ecologico e della nostra responsabilità personale sulla “casa comune”: tutti noi abbiamo bisogno di essere più consapevoli di come i nostri comportamenti quotidiani possono incidere sul pianeta.

L’umanità entra in deficit ecologico, con una domanda di risorse che richiederebbe 1,7 Terre.


Ogni anno l’organizzazione di ricerca internazionale Global Footprint Network (GFN) calcola l’Earth overshoot day: il giorno dell’anno in cui l’umanità entra in deficit ecologico con una domanda di risorse che eccede quello che la terra è in grado di rigenerare nello stesso arco di tempo. E ogni anno, a causa di un’impronta ecologica globale in aumento, la data si anticipa. Nel 2016, infatti, l’Overshoot day è caduto l’8 agosto.

Quest’anno l’umanità entra in deficit ecologico il 2 agosto, con un utilizzo di risorse che richiederebbe la capacità rigenerativa di 1,7 Terre.

Eppure non è impossibile vivere entro i limiti di un solo pianeta. Secondo il GFN sono quattro i fattori chiave che delineano la domanda di risorse di un Paese: come questo edifica e gestisce le città, come fornisce energia, come si nutrono i suoi cittadini e quanti abitanti conta. E quindi se nelle città si riducessero gli spostamenti in auto del 50%, l’Overshoot day potrebbe essere posticipato di 10 giorni, mentre se si dimezzassero le emissioni di anidride carbonica a livello globale, questo potrebbe spostarsi di circa tre mesi (89 giorni), riducendo la domanda ecologica alla capacità di 1,2 Terre.

Per invitare tutti ad agire al fine di far guadagnare alla Terra qualche giorno in più per rigenerare le risorse che l’umanità consuma, il Gfn e oltre 30 altre organizzazioni hanno lanciato sui social la campagna #movethedate, che punta a spostare l’Overshoot day di 4 giorni e mezzo ogni anno per riuscire a vivere entro i limiti di una sola Terra entro il 2050. I modi per riuscirci sono vari, e molti hanno a che fare con il cibo. Infatti, dimezzare lo spreco alimentare a livello globale potrebbe spostare l’Overshoot day di 11 giorni, mentre mangiare cibi a più bassa intensità di proteine potrebbe spostarlo di 31 giorni.

Per visualizzare meglio il legame tra alimentazione e ambiente, il Gfn e il Barilla Center for Food and Nutrition (Bcfn) hanno anche realizzato una infografica che propone soluzioni che partono dai sistemi alimentari per ridurre l’impronta ecologica globale.

Rientra nella campagna #movethedate anche il footprint calculator, strumento che permette di calcolare la propria impronta ecologica (rispondendo alla domanda: “se tutti avessero il tuo stesso stile di vita, quanti pianeti servirebbero all’umanità?”) oltre che l’Overshoot day personale. Utilizzata da 2 milioni di utenti in tutto il mondo ogni anno, la footprint calculator propone soluzioni semplici e sostenibili per migliorare l’impatto del proprio stile di vita sulla terra, dallo sperimentare ricette vegetariane allo spostarsi più spesso in bicicletta. (articolo di Lucilla Persichetti, da www.footprintnetwork.org) [fonte: www.avsis.it].

[1] L’Earth Day (Giornata della Terra) è la più grande manifestazione ambientale del pianeta, l’unico momento in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. La Giornata della Terra, momento fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John Fitzgerald Kennedy, coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 paesi del mondo. Le Nazioni Unite celebrano l’Earth Day ogni anno, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile. (http://www.earthdayitalia.org).