//Foglio Informativo 15 novembre 2009

Foglio Informativo 15 novembre 2009

A chi di noi non è capitato – e in genere succede proprio nel momento in cui lo ritenevamo indispensabile – di ritrovarci con il telefonino «scarico»?

Presi dal vortice delle cose, ci siamo dimenticati di ricaricarne la batteria, gesto molto semplice e che non costa alcuna fatica, ma che è fondamentale per il funzionamento di questo come di numerosi altri strumenti elettronici di cui ci serviamo per il lavoro, per la casa o per il nostro divertimento.

E così ci ritroviamo con uno strumento inutilizzabile, e per l’aggiunta proprio nel momento di maggiore bisogno!

La nostra vita spirituale non è forse così? Quante volte ci è capitato di ritrovarci «con le batterie scariche»? Di sentirci particolarmente stanchi, con un nervosismo che ci attraversa e che ci fa sentire arrabbiati con la gente e col mondo intero?

E così ci sembra di essere come cariatidi incurvate sotto il peso delle responsabilità, del sovraccarico di problemi, così che ci pare di soccombere facilmente anche alla più piccola tentazione che ci si presenta. Quando viviamo e guardiamo la vita così è perché abbiamo le batterie scariche – in parte o del tutto. Per ricaricare la nostra vita spirituale, abbiamo bisogno di inserire la spina dentro l’energia divina. 

Abbiamo bisogno di pregare ogni giorno. Abbiamo bisogno di pregare durante il giorno. «Pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie» (1 Tessalonicesi 5, 17-18).
Durante il giorno che Dio ci dona, qual è la nostra prima reazione quando ci imbattiamo in un problema, in una paura, in una difficoltà?

La nostra prima linea di difesa dovrebbe essere la preghiera. Dovrebbe essere una reazione istintiva e spontanea, così come lo è il respirare. La comunicazione frequente con Dio è l’unica carica di cui abbiamo bisogno e penso che il tempo liturgico che ci sta di fronte possa essere l’occasione per ricaricare le nostre batterie interiori.

Vi suggerisco tre piccoli esercizi.

Per prima cosa decidiamoci per una buona lettura spirituale. Non ho dubbi nel proporvi di leggere l’ultimo libro di Martini: Qualcosa di così personale. Meditazioni sulla preghiera, Mondadori 2009. Nella sua esperienza il Cardinale ci offre uno straordinario percorso ricco di suggestioni e di indicazioni pur sapendo che «la preghiera è qualcosa di così personale, di così intimo, di così nostro, che diventa difficile parlarne insieme».

In secondo luogo vi invito alla Lectio Divina che faremo ogni venerdì di avvento in due orari, per dare a tutti la possibilità di fermarsi a riflettere sulla parola di Dio della Domenica (alle ore 16 e alle ore 21).

Infine vi suggerisco queste ventiquattro domande e ventiquattro risposte che Madre Teresa di Calcutta ha rivolto a se stessa e le rispettiva risposte che si è data. Sono le domande essenziali – e le risposte, nella loro semplicità, sono davvero quelle essenziali.

Il giorno più bello? Oggi. 
L’ostacolo più grande? La paura. 
La cosa più facile? Sbagliarsi. 
L’errore più grande? Rinunciare. 
La radice di tutti i mali? L’egoismo. 
La distrazione migliore? Il lavoro. 
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento. 
I migliori professionisti? I bambini. 
Il primo bisogno? Comunicare. 
La felicità più grande? Essere utili agli altri. 
Il mistero più grande? La morte. 
Il difetto peggiore? Il malumore. 
La persona più pericolosa? Quella che mente. 
Il sentimento più brutto? Il rancore. 
Il regalo più bello? Il perdono. 
Quello indispensabile? La famiglia. 
La rotta migliore? La via giusta. 
La sensazione più piacevole? La pace interiore. 
L’accoglienza migliore? Il sorriso. 
La miglior medicina? L’ottimismo. 
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto. 
La forza più grande? La fede. 
Le persone più necessarie? I sacerdoti. 
La cosa più bella del mondo? L’amore.

2018-11-14T08:29:46+00:00novembre 12th, 2009|News e proposte (vedi tutte) >|