//A tre anni dalla pasqua di Carlo Maria Martini (31 agosto – 2012)

A tre anni dalla pasqua di Carlo Maria Martini (31 agosto – 2012)

«Nelle nostre città è sempre più intensa una presenza straniera, specialmente di immigrati dai paesi del terzo mondo. Fino a qualche anno fa non si notava, mentre oggi la si nota ogni giorno di più: nascono reazioni complesse, si moltiplicano le discussioni, le inchieste, le prese di posizione, e càpita di imbattersi anche in atteggiamenti ed episodi rivelatori di reazioni preoccupate, irritate, negative, di chiusura verso la presenza di stranieri africani o asiatici in Italia.

Come cittadini, noi abbiamo l’obbligo di prendere posizione davanti a episodi che, nella loro intolleranza, rappresentano una violazione dello spirito e del tessuto democratico. I valori di solidarietà, di rispetto presenti nella nostra Costituzione e nella nostra legislazione, non possono essere disattesi e contradetti nella sostanza. Coloro i cui antenati hanno sofferto personalmente la durezza dell’emigrazione possono trovarsi oggi a esprimere verso chi emigra in Italia gli stessi atteggiamenti di chiusura e di rifiuto che i loro padri avevano ricevuto.

Inoltre, il risorgente fenomeno di reazione di fronte a chi è di altra razza o colore non ci interpella solo come cittadini, bensì anzitutto come cristiani. Siamo sollecitati dalla forza del Vangelo ad annunziare e a praticare l’accoglienza, la riconciliazione, la solidarietà verso tutti; siamo sollecitati a proclamare la nostra vocazione a saper essere un unico popolo. Di fronte a Gesù che lava i piedi ai suoi, noi rileggiamo tanti altri episodi in cui Gesù loda, promuove qualcuno che non è della sua razza o della sua gente. Egli loda il samaritano, l’unico dei dieci lebbrosi che è tornato a ringraziarlo; loda il centurione, un pagano; loda lo straniero che si prende cura del ferito. Nel giudizio finale ci avverte: “Ero forestiero e mi avete ospitato”, o invece: “Ero forestiero e non mi avete ospitato… ogni volta che non avete accolto uno di questi piccoli miei fratelli stranieri, non avete accolto me” (cf Mt 25,35-46)».

Omelia nella cena del Signore, Giovedì santo, 23 marzo 1989

2018-11-14T09:23:18+00:00agosto 31st, 2015|News e proposte (vedi tutte) >|