Serve un supplemento di umanità, in un mondo che sembra perdere la bussola, la stella. Da poco è iniziato un nuovo anno, dopo aver celebrato il Natale, la festa del Dio con noi, in mezzo a noi, come noi: uomo. Un Dio umanizzato per dare nuova luce all’umanità, spesso per toglierla dalla gabbia dell’io idolatrato, dagli Erodi che continuano a uccidere chiunque li minaccia, i bambini che sono il futuro e dunque la speranza. Abbiamo narrato, ricordato e celebrato il Signore visitato dai re venuti con i loro doni seguendo una stella. Uscire da sé e seguire la stella, la ricerca del desiderio e della felicità fa diventare tutti insieme un Noi, un popolo. Non io, ma noi. Questo serve. Quella stella che ci spinge a guardare in alto, a fidarci e a capire che la felicità non è ricerca forsennata e agitata, poggiata tutta sulle nostre spalle, ma un cammino da fare insieme che porta all’offerta di sé. Per cambiare davvero, non basta dirlo o denunciare ciò che non va, ma iniziare un viaggio.

[leggi l’articolo di Adriano Cifelli, pubblicato su “Madrugada”, scaricando la versione integrale qui di seguito: Articolo completo]