Bastoni si librano in alto

per poi fiaccare ossa già consunte

e tu chiesa di Lesbo

tra nuvole d’incenso e ori scintillanti

assisti all’indifferenza e all’odio

che abitano il tuo incessante salmodiare.

Cosa pensi?

 

E tu che prima ancora di essere funzionario

sei uomo padre e marito

hai dimenticato la tua umanità

al punto da far morire quei piccoli

che sono anche figli tuoi.

Dove sei?

 

E tu governo che usi la carne del profugo

come merce di scambio

sullo scacchiere di un’europa

afona e stordita.

Dove vai?

 

Siamo ridotti allo spettacolo,

spettatori di scene senza odore:

non sentiamo l’odore di quella battigia

che restituisce corpi inerti

 

non sentiamo l’odore dei campi

prigioni e latrine a cielo aperto

 

non sentiamo l’odore dell’umano profumo

siriano, afgano, indiano, pakistano

non sentiamo il nostro odore.

 

Non oso chiederti perdono,

Signore per questo scempio,

perché sarebbero parole vuote

e le mie, le nostre mani

non sanno che cosa fare.

 

Torna e libera o Eterno,

loro un giorno sapranno cantare

senza nuvole d’incenso

e senza inutili orpelli

i salmi della liberazione e della vita

della giustizia che non trova casa sulla terra.

 

3 marzo 2020