Siamo un gruppo di giovani famiglie, di laici e di consacrati, che da novembre 2011 ha cominciato a riunirsi, spinto non soltanto dai legami di amicizia, ma soprattutto dal desiderio di rendere concreto il nostro sogno.

Il sogno di poter trovare, nel nostro abitare gli uni accanto agli altri e stretti attorno alla Parola, nuove energie per vivere con maggiore passione le nostre specifiche vocazioni nel lavoro, nelle nostre famiglie, nella nostra quotidianità.

Il sogno di imparare a spalancare il nostro cuore e le porte delle nostre case all’incontro con l’Altro, vivere l’accoglienza reciproca, il rispetto delle diversità, i tempi propri delle famiglie e delle persone accolte, con un’attenzione particolare per le mamme per accompagnarle verso l’autonomia e il recupero della genitorialità,  anche attraverso la ricerca della casa e l’avviamento al lavoro.

Ancor prima di trovare una casa, i nostri incontri sono stati l’occasione per pregare insieme, sederci insieme attorno alla tavola, confrontarci e tracciare le fondamenta del nostro vivere comune: la vita spirituale, la vita fraterna e la centralità del povero.

Gli strumenti che ci siamo dati per vivere meglio, affrontare le dinamiche comunitarie e rinnovare il senso del nostro agire sono:

  • La preghiera comunitaria e la celebrazione dell’Eucaristia
  • La lectio divina ogni quindici giorni aperta anche a persone esterne alla fraternità
  • La preghiera personale
  • La condivisione della cena insieme almeno una volta alla settimana
  • Un incontro comunitario settimanale
  • Momenti di verifica e di confronto sull’andamento della vita fraterna, anche con l’aiuto di persone autorevoli, ma soprattutto di uomini e donne spirituali
  • Un «fondo comune» per fare fronte alle necessità della fraternità e ai bisogni di coloro che domandano solidarietà e condivisione

In questi anni siamo cresciuti e quando la Provvidenza ci ha condotti in via Lessona il nostro sognare è diventato più concreto, un progetto che appare oggi vicino, possibile. Il nostro cammino è ancora all’inizio e la strada che ci attende ci chiama a continuare a progettare insieme affinché possiamo costruire una casa comune con le porte aperte sulla vicina comunità mamma-bambino e sulla nostra città.